Giovani e rischio informatico

Quanto spesso i giovani acquistano prodotti online? Quali carte di credito hanno memorizzato sulle varie piattaforme? I beni acquistati sono sempre in ottimo stato? I loro dati sono al sicuro?

Attacchi informatici

Difficile non considerare la comodità e l’efficienza di alcuni siti di e-commerce ma questo non significa che dobbiamo chiudere gli occhi di fronte ai potenziali rischi.
Secondo il rapporto Clusit 2021, il 2020 è stato un anno record in termini di attacchi informatici a livello globale, ben 1871, un incremento del +12% rispetto al 2019. Il primo anno di pandemia ha infatti spinto ad un’accelerazione non naturale della digitalizzazione, segnando un aumento della vulnerabilità globale a livello cibernetico.
Il lockdown pare quindi aver spostato parzialmente l’attenzione dei criminali dai furti come siamo abituati a conoscerli, come rapine, scippi e borseggi, alle frodi informatiche. Solo nei primi 6 mesi del 2020 si è registrata una media di 52 denunce al giorno per crimini on-line, il più delle volte associati a danni economici per le vittime.

Rischio infomatico

Il rischio informatico non riguarda solo i danni pecuniari derivanti dalle truffe sui prodotti ma anche la potenziale sottrazione dell’identità digitale. Il decreto legge n°93 del 14 agosto 2013 ha introdotto nel codice penale italiano un’aggravante per il reato di frode informatica che riguarda il caso in cui l’atto venga commesso sostituendo l’identità digitale di uno o più soggetti.

Identità digitale

Ma cosa si intende per identità digitale? Si tratta di un insieme di dati ed informazioni, presenti all’interno di un sistema informatico, che identificano in maniera univoca una persona fisica, ovvero la sua rappresentazione virtuale, utilizzabile nelle interazioni con altre identità digitali o con il sistema informatico stesso.
Quando si ha un furto di identità digitale un individuo agisce mascherandosi dietro un’altra persona. La sottrazione dei dati può avvenire, per esempio, a seguito di un attacco informatico ad una delle piattaforme dove sono memorizzati i nostri dati.
Tra i motivi che possono spingere al furto di identità digitale ci possono essere la diffusione di contenuti offensivi e di notizie false, l’apertura di conti correnti bancari, l’acquisto di beni o servizi e le richieste di finanziamento illecite.

Analisi del settore del credito

È proprio il settore del credito al consumo, secondo le indagini del CRIF, quello più colpito. Solo nel 2018 si sono registrati in Italia oltre 27.000 casi di frodi creditizie mediate furto di identità virtuale, per un volume medio di 5.000 euro ed una perdita economica superiore a 150.000 euro per i cittadini.
Ma i danni non si limitano al discorso patrimoniale. Immaginiamo che un hacker riesca a sottrarre i nostri dati ed a intrufolarsi sul nostro profilo Facebook per postare alcuni contenuti volti ad offendere qualcuno. In questo caso ad essere lese potrebbero essere la nostra reputazione e riservatezza intese come capacità di autodeterminarsi all’interno degli spazi virtuali. Potrei addirittura aver bisogno di un avvocato per difendermi di fronte a delle richieste di risarcimento.

Possibile difendersi?

Oltre ai dovuti accorgimenti, come l’utilizzo di carte prepagate, l’iscrizione ai soli siti di comprovata affidabilità e l’uso di password complesse e sempre diverse, è possibile assicurarsi per godere di alcune coperture che possono farci dormire sonni più tranquilli. Queste tutele possono riguardare le consegne di beni difettosi, i mancati rimborsi di merce restituita, l’assistenza alla protezione dell’identità digitale, la tutela legale e così via…

FONTI:

  1. https://clusit.it/rapporto-clusit/
  2. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/08/16/13G00141/sg
  3. https://www.altalex.com/documents/news/2021/01/28/furto-identita-digitale-e-illecito-utilizzo-dati-raccolti
  4. https://www.ilsole24ore.com/art/i-furti-e-rapine-crollano-il-virus-ma-piu-reati-web-AD7B5Px