Generazione Z: i risparmiatori del futuro

Un nuovo piano aziendale

Stando ad un recente sondaggio di Bofa Securities, meglio nota come Bank of America Merrill Lynch, la cosiddetta “generation Z”, che comprende tutti gli individui nati fra 1995-96 e 2010, potrebbe essere la più dirompente generazione di sempre. Parola di Haim Israel, uomo a capo della Thematic Investment Research, ovvero la divisione aziendale che si occupa di delineare tutte le nuove strategie di investimento che implicano un cambiamento sul mercato.

Perché una banca di investimento dovrebbe essere interessata a questi temi di ricerca? Poiché se il cambiamento sarà significativo, questo nuovo trend impatterà sul comportamento dei consumatori e, in ultima istanza, obbligherà l’impresa a modificare il proprio business model per evitare di perdere terreno sui propri competitors. In sintesi, questa divisione ha l’obiettivo di fiutare dei nuovi mercati che potrebbero aprire differenti prospettive di ricavo.

Vi chiederete perché ho voluto dare tutti questi dettagli (in apparenza insignificanti) relativi all’ambiente in cui questa ricerca è stata sviluppata. La ragione principale è che la genesi di questo report dice molto sul suo grado di parzialità. Per quanto approfondita, infatti, ricordatevi che la ricerca non è disinteressata e i suoi contenuti hanno uno scopo specifico: tratteggiare nuovi profili di consumatori da soddisfare. 

La generazione più dirompente di sempre

Stando a Bofa, quindi, la Generazione Z, in quanto prima nativa digitale, è destinata a cambiare in maniera permanente il modo in cui intendiamo le economie, i mercati e gli stessi sistemi sociali. Il Covid-19 ha impattato accelerando questo processo. Come conseguenza tangibile di questo terremoto, i Gen Z-ers vedranno incrementare il proprio potere economico in maniera molto più rapida che in passato; entro il 2030 i fortunati giovani potranno vantare entrate complessive pari a 33 trilioni di dollari, circa 27% del reddito globale. 

Ora saranno il mio cinismo da studente di economia quantitativa o la mia propensione al pessimismo a dubitare ma, in tutta onestà, questi dati sembrano essere troppo ottimistici per poter essere accettati tout cour.

I nuovi ricchi

In primo luogo, sarebbe da illusi pensare che questo massiccio spostamento di ricchezza avvantaggerà tutti i paesi in modo omogeneo. Così come per la globalizzazione ci saranno dei vincitori e dei vinti e, dal momento che le banche d’investimento non sono delle onlus ma imprese finalizzate al profitto, Bofa Securities si concentrerà prevalentemente sui winners.

Quali saranno le nazioni vincitrici? Le stesse che gran parte delle proiezioni macroeconomiche definiscono già come motori dell’economia globale nel futuro. Si parla di paesi come India, Filippine e Tailandia, dotati di una struttura demografica in parte ancora pre-industriale che si traduce in alta fertilità e ottima piramide demografica. Circa 9 individui su dieci della Generazione Z vivono in economie emergenti (il 20% in India). Bofa parla nel suo report di paesi che saranno in grado di “trarre vantaggio dalla rivoluzione portata dalla generazione Z” e altri che non ne hanno il potenziale. Questo crea inevitabilmente uno svantaggio comparativo fra aree geografiche che può essere difficile da colmare. 

Ora sarà la mia prospettiva da bianco europeo privilegiato ma quest’ultimo dato ridimensiona di molto il mio entusiasmo iniziale.

Progresso o distopia

L’altro enorme problema che emerge quando si osserva questo report è l’idea di sviluppo che Bofa immagina per questi ragazzi. Essa ricorda, ancora una volta, come questo intermediario finanziario sia interessato ai trend di consumo più che agli indici di benessere individuale.

La generazione Z è destinata a rivoluzionare il mondo con l’uso dei cellulari. Stando al “Bofa Demographics Survey”, circa la metà dei teenagers statunitensi è “quasi costantemente” online. Questo significa che i prossimi investment winners saranno imprese come Spotify nel ramo musicale, Just Eat nel settore della ristorazione e Ubisoft nel campo dei videogiochi. Anche in questo caso la transizione è piuttosto chiara: il passaggio definitivo da una realtà fatta di produzione e consumi reali ad una fondata sull’interazione da remoto. Che ruolo potranno giocare i rapporti umani e il capitale sociale in questo mondo?

Non ho la risposta, ma la domanda rimane comunque lecita.

I risparmiatori del futuro

In sintesi, l’identikit che emerge chiaramente dal report della Bofa Securities è quello del nuovo modello di risparmiatore; un investitore che potenzialmente potrebbe ancora frequentare le elementari ma che è destinato a rivoluzionare radicalmente i rapporti economici della nostra società. La vera domanda è la seguente: concordiamo con un modello economico in cui gli adolescenti dovranno iniziare a mettere da parte il loro denaro prima dei vent’anni per poter costruire i lori risparmi pensionistici? O in un modello in cui più di 3/4 dei giovani sarebbe disposto ad accettare un lavoro che non rientra fra le proprie passioni ma più redditizio?

E’ ovvio che non sta a Bofa Securities rispondere. Il loro ruolo è chiaro: fare impresa, cosa che, stando ai dati, sanno fare piuttosto bene. Ricordiamo però quello che stiamo leggendo: un piano aziendale e non un piano Marshall.

Post di: Giacomo Biancotti